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Legno autoctono e gestione delle foreste.
L’utilizzo attento e con procedimenti certificati del legno in edilizia consente politiche di gestione sostenibile delle foreste, lo stesso non si può dire delle foreste tropicali dove talune multinazionali operano sfruttamenti incontrollabili e compiono certificazioni fasulle sul rimboschimento.
Bilancio energetico
Il legno è poco energivoro in quanto è leggero e facilmente lavorabile,infatti per mettere in opera una struttura in legno è necessaria energia 6-9 volte inferiore a quella necessaria per le strutture in muratura e 20 volte inferiore alle strutture in cemento armato.
Bilancio ecologico
Il legno cresce naturalmente utilizzando principalmente l’energia solare, poi necessita di poca energia per essere trasformato e impiegato, alla fine esso rappresenta,in fase di riciclaggio, un prodotto reimpiegabile o facilmente smaltibile, anche come nuovo prodotto energetico.
L’effetto serra
Durante la crescita gli alberi trattengono l’anidride carbonica e rilasciano ossigeno.
Se le foreste non vengono curate con il taglio e la raccolta programmati, si compie il degrado biologico del bosco che provoca liberazione di anidride carbonica immagazzinata.
Se invece il legname è impiegato in edilizia si contribuisce a rallentare questo processo a favore della riduzione dell’effetto serra.
Credenziali ecologiche: il caso USA
Da 100 anni le foreste dell’est del Stati Uniti forniscono legname duro (legname da latifoglia) per molte applicazioni soprattutto in Europa.
Negli ultimi 40 anni le foreste di latifoglie di queste regioni sono diventate più produttive, crescendo in superficie e volume, ciò a riprova della gestione forestale sostenibile.
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